Bronzo

La fusione in bronzo, oggi, è una specializzazione di certi artigiani che prestano la loro esperienza, le loro capacità tecniche allo scultore; è un procedimento in buona parte tecnologico, estraneo alla diretta creatività dell’artista che una volta modellata la creta e intervenuto sulle cere consegna ai fonditori il suo lavoro, per poi ritornarci solo in fase di patinatura e granitura; è indispensabile che, in questa sua fase finale, il bronzo, sia ripreso dall’artista, perché solo così può mantenere quella forza espressiva e quella intensità che inevitabilmente si perde nella traduzione dalla creta al metallo. Bisogna, in sostanza, avere la sensibilità del bronzo, non può essere solo copia di un’opera, deve a sua volta essere un’opera concepita come tale, fin dalla sua progettazione.

Non prediligo il bronzo alla terracotta, vi sono meno portato, lo sento un po’ più freddo, un po’ più duro, meno vicino alle mie necessità espressive, anche se è più eterno, meno fragile, più monumentale. Nel farlo, comunque, ho sempre cercato di caratterizzarlo e non lasciarlo mai nell’ambiguità di un prodotto seriale.