Affresco

L’affresco è la materia che col tempo ritorna alla sua natura, alla dolomite. È la pietra che resa polvere tende, seppure manipolata, a ritornare alla propria origine.

Nel dipingere l’affresco ci sono dei momenti di particolare felicità, il supporto ancora fresco sembra non creare attrito alla morbidezza dei peli del pennello con cui si mettono i pigmenti e ti rendi conto che la calce attira il colore, lo assorbe con voracità, come se fosse un suo necessario nutrimento; alle volte, lo stesso pennello sembra condotto da quella materia molle, tutto questo dà un piacere immenso, anche perché avviene in tempi relativamente brevi, e devi essere pronto a coglierli, non appena la calce tende ad asciugare rinuncia a incorporare il colore e diventa impossibile proseguire. La bellezza del dipingere un affresco è nel gioco continuo che si instaura fra il pittore e la materia, un gioco che non appena terminato può anche deludere perché i colori, assorbiti, mangiati dalla calce sembrano scomparsi per sempre, ma col passare degli anni, a contatto con l’aria (con l’anidride carbonica presente nell’aria) il loro riaffiorare rende l’affresco una cosa formidabile.

Nell’affresco entra in gioco un rapporto di forze che solo il tempo riesce a riunificare.