Ceramica

Ho cominciato a sperimentare la ceramica nella prima metà degli anni Sessanta, di ritorno da un viaggio a Parigi, dove mi recai per visitare la grande mostra dedicata a Picasso, in occasione dei suoi ottanta anni. Pur conoscendone bene l’opera, rimasi shoccato dai suoi vasi. Così decisi di misurarmi con quel nuovo modo, per me, di plasmare forme, senza la preoccupazione e il peso della tradizione.
In ceramica, come in altre materie, non faccio altro che cercare me stesso e all’atto creativo arrivo solo in seguito ad un mio percorso interiore, fregandomene dei formalismi e delle esigenze di una produzione classica o di una esasperata ricerca di contemporaneità, quindi, con disinvoltura, alterno al piatto e al vaso, il bassorilievo, la formella dipinta, la scultura, sperimentando in esse tutta una varietà di tecniche come la maiolica, l’ingobbio, il graffito, l’applicazione di frammenti di vetro colorati e altro ancora che siano, di volta in volta, più appropriate al mio modo di esprimere il mio mondo interiore.

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