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	<title>Ilario Fioravanti</title>
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	<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:01:22 +0000</pubDate>
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		<title>CASA DELL’UPUPA - Primavera 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 13:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Casa dell'Upupa]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 26 maggio, alle ore 18:00, ha inizio il ciclo primaverile degli Incontri di Casa dell’Upupa, presso lo Studio di Ilario Fioravanti, a Sorrivoli di Roncofreddo (FC).
Scarica l&#8217;invito in formato Acrobat
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 26 maggio, alle ore 18:00, ha inizio il ciclo primaverile degli Incontri di Casa dell’Upupa, presso lo Studio di Ilario Fioravanti, a Sorrivoli di Roncofreddo (FC).</p>
<p>Scarica l&#8217;<a href='http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2012/05/upupa_primavera_2012.pdf'>invito</a> in formato Acrobat</p>
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		<title>MARILENA PASQUALI</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 13:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[presenta
CESARE BRANDI – GIUSEPPE RAIMONDI
Lettere 1934-1945
a cura di Marilena Pasquali e Marco Antonio Bazzocchi
(Ed. Gli Ori, Pistoia, 2011)
sabato 26 maggio ore 18
 
Il volume, frutto di un lavoro di ricerca di quasi due anni e nato dalla collaborazione fra il Centro Studi Giorgio Morandi e l’Istituto di Italianistica dell’Università di Bologna, presenta la corrispondenza inedita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>presenta</em></p>
<p>CESARE BRANDI – GIUSEPPE RAIMONDI<br />
Lettere 1934-1945</p>
<p>a cura di Marilena Pasquali e Marco Antonio Bazzocchi<br />
(Ed. Gli Ori, Pistoia, 2011)</p>
<p><strong>sabato 26 maggio ore 18</strong></p>
<p><a href="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2012/05/c-brandi1.gif"><img src="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2012/05/c-brandi1.gif" alt="c-brandi1" title="c-brandi1" width="211" height="283" class="alignleft size-full wp-image-1864" /></a> <a href="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2012/05/g-raimondi1.gif"><img src="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2012/05/g-raimondi1.gif" alt="g-raimondi1" title="g-raimondi1" width="211" height="283" class="alignleft size-full wp-image-1866" /></a></p>
<p>Il volume, frutto di un lavoro di ricerca di quasi due anni e nato dalla collaborazione fra il Centro Studi Giorgio Morandi e l’Istituto di Italianistica dell’Università di Bologna, presenta la corrispondenza inedita di due grandi figure della cultura italiana del XX secolo: lo storico dell’arte e studioso di teoria e tecnica del restauro e di museografia, Cesare Brandi, e lo scrittore, studioso d’arte e giornalista, Giuseppe Raimondi. Il loro epistolario complessivo consta di più di 600 lettere, in un arco di tempo molto ampio che copre un lungo periodo della storia culturale italiana, dalla metà degli anni Trenta ai primi anni Settanta. Per approfondire l’analisi e rendere più agevole la lettura e la consultazione del carteggio, si è preferito dividere in due parti la ricerca, tenendo come spartiacque la fine della seconda guerra mondiale: l’insieme che ora viene pubblicato – e che presenta soltanto la prima parte del lavoro – è formato da 284 lettere scritte da Brandi e Raimondi tra il 3 gennaio 1934 ed il 29 aprile 1945. L’andamento della corrispondenza segue via via l’evolversi del rapporto fra i due giovani studiosi: dai primi passi della conoscenza, a Bologna, tra il 1934 e il 1935, al rinsaldarsi dell’amicizia tra il 1936 ed il 1938; dagli anni che rappresentano il nucleo principale dell’epistolario, tra il 1939 ed il 1942 (ben centottantaquattro lettere), al crescere della tensione nel periodo 1943-’44 e fino all’ultima cartolina di Brandi del 29 aprile 1945, in cui paiono esplodere il sollievo del sapersi entrambi vivi dopo la tragedia e la gioia di ritrovarsi, pronti a nuovi progetti e nuove avventure. Brandi e Raimondi parlano della loro vita quotidiana, dei problemi di lavoro, degli affetti e della famiglia, ma parlano soprattutto di arte e di letteratura, dei loro amici e colleghi, di ciò che accade in Italia, facendo rivivere con le loro parole – ma anche grazie al ricchissimo apparato di note che accompagna le lettere – un mondo vivissimo di rapporti, di figure, di studi.</p>
<p><strong>Marilena Pasquali</strong> si occupa d’arte ormai da molti anni, dedicandosi non solo ai maestri del XX secolo – primo fra tutti Giorgio Morandi - ma anche agli artisti di oggi e alle nuove situazioni emergenti. Laureatasi in Storia dell’arte medievale e moderna con Francesco Arcangeli all’Università di Bologna, nel 1975 inizia a collaborare stabilmente con la Galleria d’arte Moderna di Bologna, lavorando a mostre internazionali quali <em>Europa-America. L’astrazione determinata</em> (1976), la <em>Prima Settimana Internazionale della Performance</em> (1977) e <em>La Metafisica del Quotidiano</em> (1978). Nel novembre dello stesso 1978 diviene direttore dei Musei Civici di Ancona, mantenendo l’incarico per quattro anni e curando importanti rassegne come <em>Lorenzo Lotto nelle Marche, Ancona e le Marche nel Cinquecento</em>, <em>Il Lazzaretto di Luigi Vanvitelli</em>. Sua la curatela anche di mostre d’arte moderna e contemporanea quali <em>Terra d’Italia, L’Arte della Critica, Pompei e il recupero del classico</em> e le antologiche di Valeriano Trubbiani e Fernando Mariotti. Ritornata a Bologna, Marilena Pasquali fonda e dirige per undici anni, presso la GAM, quell’Archivio e Centro Studi Giorgio Morandi che nel 1993 diventerà il Museo Morandi in Palazzo d’Accursio, di cui è direttore fino all’ottobre 2001, avendo all’attivo oltre duecento iniziative fra cui molte mostre in musei esteri (Vienna-Rotterdam, 1994; Grenoble, 1995; Haarlem, 1996; Klagenfurt-Lublijana, 1997; Tokyo, 1998; Madrid, 1999; Londra, 2000). Dopo aver dato le dimissioni dal Comune di Bologna, nell’autuno del 2001 fonda il Centro Studi Giorgio Morandi per continuare ad approfondire la conoscenza dell’arte del maestro bolognese e, tra il 2002 e il 2011, realizza nuove mostre a lui dedicate come l’antologica promossa a Palermo dalla Regione Sicilia (2002), la mostra <em>Morandi nelle raccolte romane</em> (Roma, 2003), <em>L’alibi dell’oggetto. Morandi la natura morta oggi in Italia</em> (Lucca, 2007), <em>Licini Morandi. Divergenze parallele</em> (Fermo, 2011). A lei si devono anche pubblicazioni specifiche quali <em>Morandi. Saggi e ricerche 1990-2007</em> (Firenze, 2007) e <em>Riflessioni su un’opera: la “Nevicata” 1913 di Giorgio Morandi</em> (Trieste, 2010), così come i tre volumi di carteggi, <em>Cesare Brandi Giorgio Morandi</em> (Pistoia, 2008), <em>Tre voci. Carlo L. Ragghianti, Cesare Gnudi e Giorgio Morandi</em> (Pistoia, 2010), <em>Cesare Brandi Giuseppe Raimondi</em> (Pistoia, 2011). Dal 1992 è presidente anche del Comitato per il Catalogo di Giorgio Morandi. Oltre che del maestro bolognese, di cui è concordemente ritenuta uno dei maggiori esperti a livello internazionale, la studiosa si è occupata e ha curato mostre di Jean-Michel Folon, Zoran Music, Alberto Giacometti, Paul Klee, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Mario Sironi, Mario Tozzi ed altri protagonisti dell’arte del XX secolo.</p>
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		<title>DI SEGNI INCISI. OMAGGIO A ILARIO FIORAVANTI</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 07:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Longiano FC
Ex chiesa Madonna di Loreto – Castello Malatestiano
Oratorio Barocco di San Giuseppe
28 aprile – 24 giugno 2012
Inaugurazione sabato 28 aprile 2012 ore 18

Comunicato Stampa
A tre mesi dalla scomparsa di Ilario Fioravanti, la Città di Longiano e la Fondazione Tito Balestra Onlus, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, la Provincia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Longiano FC<br />
Ex chiesa Madonna di Loreto – Castello Malatestiano<br />
Oratorio Barocco di San Giuseppe<br />
28 aprile – 24 giugno 2012<br />
Inaugurazione sabato 28 aprile 2012 ore 18</strong></p>
<p><a href="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2012/04/disegnincisi.gif"><img src="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2012/04/disegnincisi.gif" alt="disegnincisi" title="disegnincisi" width="300" height="210" class="alignleft size-full wp-image-1824" /></a><br />
<strong>Comunicato Stampa</strong></p>
<p>A tre mesi dalla scomparsa di Ilario Fioravanti, la <a href="http://www.comune.longiano.fc.it/index.asp">Città di Longiano</a> e la <a href="http://www.fondazionetitobalestra.org/">Fondazione Tito Balestra Onlus</a>, in collaborazione con la <a href="http://www.fondazionecarispcesena.it/index.html">Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena</a>, la Provincia di Forlì-Cesena e il <a href="http://www.comune.longiano.fc.it/index.asp?pg_cod=453&#038;a=1">Museo di Arte Sacra di Longiano</a>, hanno voluto offrire un sentito omaggio all’artista e alla sua opera.</p>
<p>Nel pieno dell’emergenza neve che tanto gravemente ha colpito questo territorio, ci è stato strappato uno dei maggiori artisti dei secoli a cavallo del 2° millennio.<br />
L’impossibilità di onorarlo come Longiano avrebbe voluto ci ha imposto di farlo oggi a distanza di qualche mese ma con immutato affetto e rispetto.<br />
È per questo motivo che ci ritroveremo sabato 28 Aprile presso il Castello Malatestiano di Longiano, sede della Fondazione Tito Balestra Onlus.</p>
<p>Ringraziamo la moglie <strong>Adele Briani</strong> che ha voluto accogliere il nostro doveroso appello e la Fondazione Tito Balestra che ha sempre mantenuto con Ilario Fioravanti un rapporto che supera quello artistico per addentrarsi in quello dei sentimenti umani, dell’amicizia e della stima. Per questo la mostra <em>Di segni incisi. Omaggio a Ilario Fioravanti</em> non sarà in alcun modo una celebrazione ma sarà l’occasione per incontrare nuovamente un vero amico che superando la dimensione terrena, mantiene con le sue opere il rapporto di amicizia con questo territorio e la sua gente.</p>
<p>L’inaugurazione della mostra si terrà presso la sala dell’Arengo del Castello Malatestiano alle ore 18, dopo il benvenuto di <strong>Darco Pellos</strong> (Commissario straordinario del Comune di Longiano), i saluti di <strong>Adele Briani Fioravanti</strong>, di <strong>Tinin Mantegazza</strong> (Presidente della Fondazione Tito Balestra Onlus), di <strong>Massimo Bulbi</strong> (Presidente della Provincia di Forlì-Cesena), di <strong>Bruno Piraccini</strong> (Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena), interverrà lo psichiatra e scrittore <strong><a href="http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=228#links">Vittorino Andreoli</a></strong>, amico dell’artista e autore della splendida monografia a lui dedicata: <em><a href="http://www.fondazionetitobalestra.org/editoria/libri/le-mani-nella-creta/">Le mani nella creta. I mondi di Ilario Fioravanti</a></em>, (Ed. Fondazione Tito Balestra onlus, 2010).</p>
<p>La mostra, a cura di <strong>Flaminio Balestra</strong> e <strong>Massimo Balestra</strong>, intende porre in rilievo un aspetto finora meno indagato nel lavoro artistico di Ilario Fioravanti, ovvero la valenza e la peculiarità del suo segno inciso, sia nell’opera plastica sia in quella calcografica.</p>
<p>Il segno come registrazione del “gesto” traccia e orma di una sintesi immediata e necessaria per elaborare e fissare uno stato emozionale che scava in un affondo nell’intimo, attraverso la percezione e la sua resa grafica. Tracce tanto più indelebili quando incise, graffiate – ora con estrema delicatezza ora con un impeto gestuale carico di eccitazione – che non tradiscono mai la dimensione del disegno come “biografia interiore dell’artista”.</p>
<p>Fioravanti oltre a essere stato uno scultore e un architetto è stato anche un “disegnatore come pochi” – come amava definirsi – e un incisore piuttosto prolifico, al momento sono 440 i titoli all’incisione catalogati, ma si stima che ancora possano esserci circa un centinaio di incisioni da individuare; il corpus dell’opera incisoria comprende prevalentemente incisioni alla puntasecca, ma anche acqueforti e alcune linoleografie. </p>
<p>La selezione di puntasecche, di terrecotte e di maioliche presenti in mostra propone dunque una lettura della sua opera per mezzo del segno come gestualità, la medesima gestualità che lo ha portato a realizzare le sue opere plastiche.<br />
Fioravanti non è uno di quegli scultori – come lui stesso diceva – che lisciano e si preoccupano così tanto per la resa del “bello” da smarrire il senso, per lui, più necessario e profondo del valore dell’umano: di quella esperienza che della propria fragilità non prova vergogna, ma </p>
<p>induce a cose grandi. Non è neppure un incisore conforme alle esigenze proprie della calcografia – ne conosce le tecniche e le motivazioni profonde che la sottendono, ma poi finisce per piegarle alla propria volontà espressiva – i tecnicismi lo infastidiscono e le ragioni che lo portano a segnare le matrici divengono altre.</p>
<p>Fioravanti (1922-2012) ha nutrito sempre una profonda passione per lo studio dell’arte e ne era un conoscitore non comune (da quella preistorica e rupestre a quella classica, da quella antica a quella moderna e contemporanea, con una particolare attenzione e ammirazione per quella precolombiana e africana), senza però divenirne vittima, come artista, o sentirne soggezione, pur provando un intenso stupore di fronte quelle opere per lui così sorprendenti. Fioravanti, fino a che ha avuto le forze, ha continuato a studiare, approfondire e a apprendere – così in arte, come in architettura – sviluppando, comunque, una sua cifra personalissima dettata dal bisogno di vivere –  come scrisse Rilke di Rodin – “in una comunione così profonda con le sue cose, a tal punto calato nella sua opera che non può accogliere rivelazioni se non con i semplici mezzi della sua arte. Nuova vita non può significare per lui che nuove superfici, nuovi gesti”.</p>
<p>La mostra è ospitata in due sedi: nell’ex chiesa Madonna di Loreto – Castello Malatestiano e nell’Oratorio Barocco di San Giuseppe –  Museo d’Arte Sacra, dove è collocata dal 1996, per volontà dello stesso Fioravanti, una delle opere a tema sacro più significative dell’artista, il gruppo scultoreo del <em>Compianto sul Cristo morto</em>.</p>
<p><a href="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2012/04/locandinaweb1.gif"><img src="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2012/04/locandinaweb1.gif" alt="locandinaweb1" title="locandinaweb1" width="300" height="439" class="alignleft size-full wp-image-1840" /></a><br />
Città di Longiano FC<br />
Fondazione Tito Balestra Onlus</p>
<p>In collaborazione con<br />
Provincia di Forlì-Cesena<br />
Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena<br />
Museo di arte sacra di Longiano</p>
<p>DI SEGNI INCISI<br />
OMAGGIO A ILARIO FIORAVANTI<br />
a cura di Flaminio e Massimo Balestra</p>
<p>Longiano FC<br />
Ex chiesa Madonna di Loreto – Castello Malatestiano<br />
Oratorio Barocco di San Giuseppe<br />
28 aprile – 24 giugno 2012</p>
<p>Orari di apertura<br />
Ex chiesa Madonna di Loreto : dal martedì alla domenica e festivi 10-12/ 15-19<br />
Oratorio Barocco di San Giuseppe: sabato, domenica e festivi 14:30- 18:30</p>
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		<title>Ciao Ilario</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 29 gennaio 2012 è morto, all’età di 89 anni, l’architetto e scultore Ilario Fioravanti, commossi e uniti al dolore della moglie Adele Briani e dei famigliari ne diamo notizia. Un Uomo e un Artista, che con la sua esistenza ha lasciato una profonda traccia, non solo per i parenti, gli amici e i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 29 gennaio 2012 è morto, all’età di 89 anni, l’architetto e scultore Ilario Fioravanti, commossi e uniti al dolore della moglie Adele Briani e dei famigliari ne diamo notizia. Un Uomo e un Artista, che con la sua esistenza ha lasciato una profonda traccia, non solo per i parenti, gli amici e i suoi estimatori, ma per chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo.<br />
L’opera di Ilario Fioravanti testimonia un amore profondo per la vita e una volontà di riaffermarla anche nei momenti più difficili; forse è questo uno dei doni più preziosi che ci potesse lasciare attraverso la sua arte. Uno di quei rari casi in cui l’uomo e l’artista hanno camminato nel medesimo sentiero senza la preoccupazione di fingere se stessi e di celare la propria fragilità – come ha scritto Vittorino Andreoli – “una fragilità di cui lui stesso non fa mistero, come capita agli uomini in cui vi è la consapevolezza e la gratitudine verso la propria natura creativa. […] I grandi artisti come Ilario Fioravanti mi sembrano proprio dei bambini, incapaci di vedere le incrostazioni del mondo con la voglia di costruire un nuovo mondo.”</p>
<p>Il funerale sarà celebrato mercoledì 1 febbraio nel Duomo di Cesena, alle ore 15.</p>
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		<title>TININ MANTEGAZZA</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 17:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Calendario]]></category>

		<category><![CDATA[Casa dell'Upupa]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[IL GIOCOLIERE
Libro con un racconto di Tinin Mantegazza e quindici inchiostri di Ilario Fioravanti
(Ed. Fondazione Tito Balestra Onlus, 2011)
Interverrà
Claudio Madia
Sabato 10 dicembre 2011, ore 17
Grotte del Castello di Sorrivoli
Poco prima, durante e dopo da Casa dell&#8217;Upupa alle grotte del Castello di Sorrivoli
Rodolfo Santandrea &#038; Fabio Pignatta
RUDOLF ENDE CLOWN
Spettacolo con carretto

Tinin Mantegazza è nato a Varazze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionetitobalestra.org/editoria/libri/il-giocoliere/">IL GIOCOLIERE</a><br />
Libro con un racconto di Tinin Mantegazza e quindici inchiostri di Ilario Fioravanti<br />
(Ed. Fondazione Tito Balestra Onlus, 2011)</p>
<p><em>Interverrà</em><br />
Claudio Madia</p>
<p><strong>Sabato 10 dicembre 2011, ore 17</strong><br />
Grotte del Castello di Sorrivoli</p>
<p><em>Poco prima, durante e dopo da Casa dell&#8217;Upupa alle grotte del Castello di Sorrivoli</em><br />
Rodolfo Santandrea &#038; Fabio Pignatta<br />
RUDOLF ENDE CLOWN<br />
Spettacolo con carretto</p>
<p><a href="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/10/copertina2.jpg"><img src="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/10/copertina2-244x300.jpg" alt="copertina2" title="copertina2" width="244" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1784" /></a></p>
<p><strong>Tinin Mantegazza</strong> è nato a Varazze (SV) nel 1931, ha iniziato prestissimo a disegnare, attratto in particolare dagli illustratori del <em>Corriere dei Piccoli</em>: i Tofano, i Rubino, i Manca, i Bisi. Proprio sul <em>Corriere</em>, nel 1950, su invito del direttore Giovanni Mosca, pubblica le sue prime illustrazioni. Nel corso degli anni Quaranta, la corrente grafi ca di gusto surrealista, aveva alquanto inciso sulla formazione del giovane nell’ambiente artistico milanese, agitato – come altri della sua generazione – dalla potente ventata picassiana. Nel 1952 espone una serie di disegni alla San Fedele di Milano, galleria che lo vedrà successivamente attivo come segretario. In questo periodo, stringe amicizia con vari artisti dell’ambiente milanese, come Romagnoni, Guerreschi, Ceretti. Nel ’53, con Sergio D’Angelo, Nando Pierluca, Enrico Baj, Joe Colombo, realizza la decorazione del locale esistenzialista Santa Tecla di Milano. Sempre a Milano, nel 1957 (anno d’inizio della sua attività giornalistica, come illustratore del quotidiano <em>La Notte</em>), suoi disegni figurano alla Galleria Blu, accanto alle opere di Bruno Munari, Alberto Longoni, Fabio Massimo Solari. Due anni più tardi apre una piccola, ma vivace galleria (La Muffola), dove espongono pittori, ceramisti, disegnatori e si esibiscono giovani attori e cantanti come Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Maria Monti, Paolo Poli, Bruno Lauzi, Cochi e Renato. Nel 1962 inizia, con la moglie Velia, un lungo percorso artistico nel mondo del teatro d’animazione. Saranno più di duemila i pupazzi ideati e costruiti per spettacoli teatrali e televisivi. Nel ’64, intanto, fonda a Milano il Cab ’64 cimentandosi anche come autore ed attore, scenografo e costumista. Da queste attività è assorbito durante tutti gli anni Settanta (fonda la cooperativa teatrale Il Buratto e dirige il Teatro Verdi di Milano), ma non abbandona la pratica pittorica come dimostra il ciclo politico di <em>Mandati, mandanti e sottomessi</em>, esposto alla galleria Il Dibattito nel ’74. I successivi, numerosi impegni giornalistici e televisivi (nell’85 inventa e realizza il pupazzo Dodò, protagonista della trasmissione Rai per bambini “L’albero azzurro”, di cui è tra i progettisti e soggettisti; nell’89 inizia la collaborazione con Enzo Biagi) non lo distolgono dalla pittura. Durante i suoi frequenti soggiorni a Cesenatico si dedica ad una ricerca squisitamente “estetica” sulle luci e sui colori marini. Da questa insistita indagine scaturiscono alcune grandi imprese decorative, come quelle del ’96-’98 al ristorante La Buca di Cesenatico. Tredici <em>Orizzonti di mare</em> sono esposti nel maggio ’99 nei saloni del Casinò di San Pellegrino Terme in occasione del festival Nazionale della Poesia.</p>
<p><strong>Claudio Madia</strong> è nato a Milano nel 1959. Lavora nel mondo dello spettacolo per ragazzi come saltimbanco, conduttore televisivo, autore. Deve la sua formazione alle sue esperienze di viaggiatore, di marittimo, di grafi co, di artigiano della pietra, di padre, alla Civica Scuola d’Arte drammatica “P. Grassi” di Milano, alla trasmissione televisiva “L’Albero Azzurro” e ai suoi migliori maestri: Enrico Segrè, Ferruccio Cainero, Velia e Tinin Mantegazza, Natale Panaro.</p>
<p><strong>Fabio Pignatta</strong> è nato a Lugo (RA) nel 1972. Abita da sempre a Barbiano (paese dei barbuti?), da dove nessuno lo sposterà mai. Vive protetto tra i rifiuti che raccoglie e, ordinatamente, accumula e rigenera trasformandoli in oggetti “altri”. La busta paga di una compagnia teatrale di antica tradizione ne giustifica la posizione sociale… definendolo per contratto “attore”. Da molti anni ha scelto di non mangiare carne e, per coerenza, da un po’ meno rinuncia anche ai crostacei e, soprattutto, non guarda la televisione. Se trovasse mai, la lampada di Aladino, come primo desiderio chiederebbe un capannone pieno di tutti gli strumenti musicali del mondo; come secondo, di saperli suonare!&#8230; al terzo, deve ancora pensarci.</p>
<p><strong>Rodolfo Santandrea</strong> è cantante. Nato a Faenza (RA) nel 1961, fin da piccolo, viene ammaestrato nella Schola Cantorum dove risulta essere un giovane di talento. L’amore e l’attrazione per il “bello”, ivi comprese le “donne”, lo spingono subito sulla via del Rock a discapito della carriera ecclesiastica. Dopo numerosi successi ed esperienze nel mondo del Pop, decide di cambiare direzione. Si dedica più intensamente allo studio e alla ricerca; indaga a fondo il mondo dell’opera lirica e lo studio del violinismo mnemonico. Attraverso questa sua esperienza collabora quotidianamente con professionisti ed allievi. Per questo motivo è meticoloso raccoglitore di dati scientifici e numerici sul territorio. “Scrive le canzoni belle e le canta bene! Tanto che lo hanno invitato più volte a cantare perfino laggiù in Giappone!&#8230; Non è mica poco!! ” Ha pubblicato con Fonit-Cetra, Dischi Ricordi, Rai, Mediaset, Rtf, France 3 e Bbc. Premio della critica giornalistica al Festival di Sanremo per la <em>La fenice</em> di Santandrea-Cocciante, Premio Antenna d’Argento, Premio Nazionale della Canzone d’Autore, Premio della Canzone Molisana, Premio Knokke Cup, Premio Internazionale Astor Piazzolla per la reinterpretazione di <em>El dias que me quiera</em> di Carlos Gardel. Nelle sue vesti di autore ha collaborato con Gabriella Ferri, Patty Pravo, Raffaella Carrà, Mariangela Melato, Lina Wertmuller, Mara Majonchi, Pippo Baudo, Maurizio Costanzo. Compositore e polistrumentista, di recente ha trasposto dal neumatico al mensurale la “Messa gregoriana in chiave di Contralto” per uso e studio della Schola Cantorum. Fondatore del Teatro sala Fellini, dirige la Camerata Veneziana dal 2001. Suona su un violino Steiner 1747.</p>
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		<title>RUGGERO SINTONI</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 07:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[IL CIRCO DELLA PACE. Tra arte, cultura e impegno sociale
Interverrà Nevio Casadio
Sabato 26 novembre 2011, ore 17

Il Circo della Pace è un progetto di Ruggero Sintoni (Accademia Perduta / Romagna Teatri) e Alessandro Serena per il Comune di Bagnacavallo (RA), in collaborazione con tutte le realtà associative del territorio e varie Istituzioni nazionali e internazionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL CIRCO DELLA PACE. Tra arte, cultura e impegno sociale</p>
<p><em>Interverrà Nevio Casadio</em></p>
<p><strong>Sabato 26 novembre 2011, ore 17</strong></p>
<p><a href="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/10/circo-della-pace-01-6339.jpg"><img src="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/10/circo-della-pace-01-6339-300x179.jpg" alt="circo-della-pace-01-6339" title="circo-della-pace-01-6339" width="300" height="179" class="alignleft size-medium wp-image-1763" /></a><br />
Il Circo della Pace è un progetto di Ruggero Sintoni (Accademia Perduta / Romagna Teatri) e Alessandro Serena per il Comune di Bagnacavallo (RA), in collaborazione con tutte le realtà associative del territorio e varie Istituzioni nazionali e internazionali (tra cui la Camera dei Deputati e l’Unesco). È un’innovativa forma di spettacolo popolare, cultura, solidarietà e partecipazione che avvicina mondi lontanissimi e supera le barriere etniche e culturali per “restituire” l’infanzia a tanti bambini e creature che vivono comunque sotto il nostro stesso, grande, cielo.<br />
L’attenzione dei media per questa nuova esperienza di Circo Sociale è stata straordinaria, tra gli altri: Bbc World News ha trasmesso in tutto il mondo un servizio di tre minuti, “Geo&#038;Geo” di Rai Tre ha trasmesso uno speciale di oltre tredici minuti, “Tg5” di Mediaset ha dedicato all’evento la chiusura dell’edizione dei giorni di Natale e di Santo Stefano; il “Tg3” della Rai ha realizzato ampi servizi in diffusione sia regionale che nazionale. </p>
<p>In occasione dell’incontro sarà proiettato il reportage di Nevio Casadio: <em>Il circo della pace</em>, 2011.</p>
<p><strong>Ruggero Sintoni</strong> è nato a Faenza (RA) nel 1955. Dopo un’importante esperienza artistica con il Living Theatre di Julian Beck e Judith Malina, frequenta l’Accademia Antoniana di Arte Drammatica di Bologna, conseguendone il diploma nel 1981. L’anno successivo diventa socio fondatore della compagnia Accademia Perduta che diviene, negli anni, un Teatro Stabile d’Arte Contemporanea di cui Sintoni è, tuttora, presidente. Nel corso di questa esperienza è autore e interprete di alcuni spettacoli di Teatro Ragazzi, ruolo che in seguito abbandona per dedicarsi alla direzione artistica di una “rete” di Teatri in Romagna (Masini di Faenza, Goldoni di Bagnacavallo, Il Piccolo di Forlì, Dragoni di Meldola, Comunale di Cervia) e di varie rassegne estive in provincia di Ravenna, insieme all’attore e regista Claudio Casadio. Nel 1993 e 1997 progetta e realizza l’iniziativa <em>Teatri per la verità</em>, rassegne di spettacoli i cui incassi sono stati interamente devoluti all’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, l’impegno e il suo coinvolgimento in questa causa continuano negli anni. Dal 1998 è chiamato come docente in corsi di formazione professionale presso alcune delle più prestigiose Università italiane quali il DAMS di Bologna e la Bocconi di Milano. Nel 2004 viene eletto presidente dell’Associazione delle Imprese dello Spettacolo dal vivo (musica, teatro, danza) dell’AGIS Emilia-Romagna; progetta e realizza, insieme ad Alessandro Serena, un’inedita ed innovativa forma di circo-teatro nelle piazze: spettacoli in cui acrobati provenienti da tutto il mondo interagiscono con monumenti e palazzi. Nell’estate del 2006 produce e porta in tournée nelle più belle Pievi romagnole <em>La Passione di Mario Luzi</em>, spettacolo interpretato da Lucia Vasini e Daniela Piccari, con la regia di Velia Mantegazza. Nell’ottobre del 2006 diventa membro dell’Esecutivo Nazionale dell’ANTAC, Associazione Nazionale dei Teatri Stabili d’Arte Contemporanea dell’AGIS. Nel 2007 realizza, in collaborazione con Alessandro Serena per il Comune di Bagnacavallo, Il Circo della Pace. Per la 52°, 53° e 54° edizione del festival dei Due Mondi di Spoleto ha ideato l’Antologica di Teatro per Ragazzi che comprende le più importanti produzioni di Accademia Perduta. Insieme a RosettaFilm ha poi co-prodotto due documentari-mediometraggi diretti da Roberta Torre: <em>Itiburtinoterzo</em> e <em>La notte quando è morto Pasolini</em>. Nel 2009 viene eletto nuovamente presidente dell’Associazione delle Imprese dello Spettacolo dal vivo dell’AGIS Emilia-Romagna; nello stesso anno progetta e realizza per l’inagurazione del Teatro di San Leo, a Pietracuta, la rassegna <em>Un Teatro per i ragazzi</em>. Nel 2010 viene nominato componente del Comitato Scientifico per il festival Alchimialchimie di San Leo; inoltre progetta e realizza per Teatro Masini Estate a Faenza l’evento speciale <em>Gli Acrobati africani di Sarakasi</em> del Circo della Pace e il <em>Cantico delle Creature</em>. Nell’ottobre del 2010 progetta e avvia, assieme ai Comuni di San Leo, Novafeltria, Pennabilli, Sant’Agata Feltria, Verucchio, con i contributi della Provincia di Rimini e Regione Emilia-Romagna la Rete dei Teatri della Valmarecchia.</p>
<p><strong>Nevio Casadio</strong> è giornalista, reporter e autore televisivo. Ha scritto, tra gli altri, per <em>La Repubblica</em>, <em>Oggi</em> e <em>Il Mattino</em>. In Rai, dopo essersi formato alla bottega di giornalismo di Sergio Zavoli, ha lavorato negli spazi di approfondimento, da “Speciale Tg1” a “La storia siamo noi”; da “Tv7” a “C’era una volta”; da “Frontiere” a “Piazzale degli Eroi”, firmando numerosi reportage e inchieste, in Italia e nel mondo, dai Balcani all’India. Nel 2007, Enzo Biagi al suo rientro in Rai, lo ha chiamato a far parte della nuova trasmissione “RT/Rotocalco Televisivo” di Rai Tre, in qualità di coautore e di inviato speciale del programma per il quale ha firmato numerosi reportage, prevalentemente dedicati alle vittime di incidenti sul lavoro. Nel contesto del centenario della nascita di Indro Montanelli (22 aprile 2009), ha firmato per Rai Sat, presieduta da Carlo Freccero, il programma televisivo di otto puntate “Montanelli tv”; per RCS <em>Gli anni della Televisione</em> un progetto editoriale in 8 dvd allegati al <em>Corriere della Sera</em>, presentazione di Aldo Grasso; per “Speciale Tg1” <em>Lo farei anche gratis</em>. Ha vinto tre volte il Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi. Con Marsilio ha pubblicato <em>Nel silenzio un canto. Storie di ingiustizie, dolore e riscatti</em> (2010).</p>
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		<title>ALESSANDRO SERENA</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 07:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[IL CIRCO OLTRE IL CIRCO. Da Marco Aurelio agli eredi di Fellini
Sabato 12 novembre 2011, ore 17

“Una delle prime cose che spiego ai miei studenti è che il circo è un mondo tanto affascinante quanto opaco: se ne parla molto, pur sapendone spesso poco o nulla. Una creatura a molte facce, in grado di evocare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL CIRCO OLTRE IL CIRCO. Da Marco Aurelio agli eredi di Fellini</p>
<p><strong>Sabato 12 novembre 2011, ore 17</strong></p>
<p><a href="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/10/jean.jpg"><img src="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/10/jean-192x300.jpg" alt="jean" title="jean" width="192" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1755" /></a><br />
“Una delle prime cose che spiego ai miei studenti è che il circo è un mondo tanto affascinante quanto opaco: se ne parla molto, pur sapendone spesso poco o nulla. Una creatura a molte facce, in grado di evocare sia un universo di magia che un cosmo di confusione&#8230; ”</p>
<p>Clown, freaks, acrobati, giocolieri, ammaestratori di animali: il circo è un grande contenitore dello spettacolo popolare in cui si mescolano discipline e arti diverse tra loro. La trasmissione delle tecniche, l’esercizio della professione, l’esito presso il pubblico e la critica si sono combinati in modo assai vario a seconda delle epoche storiche e delle aree geografiche di riferimento. Attraverso le parole di Alessandro Serena un racconto avvincente del circo e dei suoi mondi.</p>
<p><strong>Alessandro Serena</strong> è professore di Storia dello spettacolo circense e di strada all’Università degli studi di Milano. Ha collaborato con La Biennale di Venezia in un’attività finalizzata all’incontro fra le arti della pista e quelle della scena. Ha ideato spettacoli di circo-teatro di successo come <em>Ombra di Luna</em>, <em>Creature</em> e <em>Tesoro</em>. Cura la tournèe teatrale di alcuni dei più prestigiosi clown internazionali, fra i quali David Larible. Crea e realizza grandi spettacoli figurativi e acrobatici per gli spazi aperti presentati nelle più belle piazze italiane (Venezia, Bologna, Imperia, Ravenna, Venaria Reale). È stato autore di decine di programmi televisivi trasmessi in tutto il mondo (come gli speciali dedicati al festival di Monte Carlo o al Cirque du Soleil o al festival della Magia). Si occupa di casting per eventi di vario genere e ha fatto scritturare oltre duemila artisti provenienti da tutto il mondo. Si è laureato al DAMS di Bologna col punteggio di 110 e lode con una ricerca sul circo e il teatro di varietà; ma proviene egli stesso da un’antica famiglia circense imparentata con gli Orfei (è nipote della celebre Moira), per cui le sue conoscenze sono anche di tipo diretto. È responsabile del Centro Educativo di Ricerca delle Arti Circensi di Verona ed è stato parte del Consiglio Direttivo dell’Ente Nazionale Circhi e dell’Accademia del Circo. Ha tenuto incontri, conferenze o lezioni sulla storia e la pratica del circo in Italia e all’estero. Ha pubblicato molti volumi fra i quali <em>Storia del Circo</em> (Bruno Mondadori), <em>Il circo e la scena</em> (Marsilio), <em>Luci della giocoleria</em> (Stampa Alternativa), tradotto negli USA come <em>Virtuosos of Juggling</em> (Renegade), Il Circo in teatro (Quaderno Donizetti). Motivi di studio e di lavoro lo portano sovente a viaggiare alla ricerca di nuovi talenti di ogni disciplina circense. Tra i paesi visitati per queste ragioni: Australia, Bulgaria, Canada, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Germania, Giappone, Grecia, Kenya, Inghilterra, Messico, Mongolia, Norvegia, Olanda, Polonia, Romania, Russia, Spagna, Svezia, Turchia, Ungheria, USA. Per le sue specifiche competenze viene spesso chiamato a far parte di giurie o delegazioni ufficiali di importanti manifestazioni del settore.</p>
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		<title>CASA DELL&#8217;UPUPA - Autunno 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 05:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sabato 12 novembre, alle ore 17:00, ha inizio il ciclo autunnale degli Incontri di Casa dell’Upupa, presso lo Studio di Ilario Fioravanti, a Sorrivoli di Roncofreddo (FC).
Scarica l&#8217;invito in formato Acrobat
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 12 novembre, alle ore 17:00, ha inizio il ciclo autunnale degli Incontri di Casa dell’Upupa, presso lo Studio di Ilario Fioravanti, a Sorrivoli di Roncofreddo (FC).</p>
<p><a href='http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/10/invito_upupa_2011.pdf'>Scarica</a> l&#8217;invito in formato Acrobat</p>
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		<title>GIANNI CESTARI</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 10:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[NUOVI MONDI. Gianni Cestari dialoga con Vincenzo Coronelli
Presenterà l&#8217;incontro Fabrizio Resca
Interverrà Graziano Campanini
Sabato 11 giugno 2011, ore 18
Libro-documento pubblicato in occasione della esposizione di Gianni Cestari dedicata al fortunato ritrovamento sul mercato antiquario di un raro volume di Vincenzo Coronelli (1650- 1718), frate francescano, cosmografo, geografo e cartografo, considerato uno dei più famosi costruttori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NUOVI MONDI. Gianni Cestari dialoga con Vincenzo Coronelli</p>
<p><em>Presenterà l&#8217;incontro Fabrizio Resca<br />
Interverrà Graziano Campanini</em></p>
<p><strong>Sabato 11 giugno 2011, ore 18</strong></p>
<div id="attachment_1701" class="wp-caption alignleft" style="width: 213px"><a href="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/05/planisferoweb.gif"><img src="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/05/planisferoweb-203x300.gif" alt="Gianni Cestari, Planisfero del Continente Nuovo, 2010, tecnica mista su cartone, cm 50x35" title="planisferoweb" width="203" height="300" class="size-medium wp-image-1701" /></a><p class="wp-caption-text">Gianni Cestari<br />
 <em>Planisfero del Continente Nuovo</em>, 2010 tecnica mista su cartone, cm 50x35</p></div>
<p>Libro-documento pubblicato in occasione della esposizione di Gianni Cestari dedicata al fortunato ritrovamento sul mercato antiquario di un raro volume di Vincenzo Coronelli (1650- 1718), frate francescano, cosmografo, geografo e cartografo, considerato uno dei più famosi costruttori di globi del XVII secolo. Il libro ritrovato, <em>Atlante veneto</em> volume I, benché privato delle illustrazioni originali, ha conservato intatto il proprio fascino tanto da indurre l’artista Gianni Cestari a riprodurre il registro delle 72 figure mancanti, reintegrando con la propria sensibilità le parti del volume asportate a scopo commerciale. Le sue opere colloquiano con le tavole originali proponendo al pubblico una scelta di recupero e valorizzazione del patrimonio librario inusuale rispetto alle tradizionali metodologie: quella dell’interpretazione in chiave contemporanea (M. G. Tavoni). In una società in cui si disperdono interi patrimoni culturali senza battere ciglio, preoccuparsi di salvare un solo libro può parere eccessivo. Ma ogni singolo libro antico è parte imprescindibile del nostro DNA culturale e questa proposta di salvataggio e valorizzazione potrà forse rappresentare un nuovo, diverso modo di operare (G. Campanini).</p>
<p>Nuovi Mondi. Gianni Cestari dialoga con Vincenzo Maria Coronelli, a cura di Graziano Campanini e Maria Gioia Tavoni, Bononia University Press, 2010.</p>
<p><strong>Gianni Cestari</strong> nella pittura si muove in equilibrio sul crinale che divide l’astrazione dalla figurazione venando entrambe di una sorta di malinconia a volte struggente a volte leggiadra, sempre poetica. Ha tenuto esposizioni personali e ha partecipato a rassegne collettive presso gallerie private e spazi pubblici in Italia e all’estero.</p>
<p><strong>Fabrizio Resca</strong> è nato a Ferrara nel 1956, è laureato presso l’Università di Ferrara con una tesi in antropologia culturale, svolge l’attività di <em>tour leader</em></em> professionista e ha conseguito un Master in Psicologia e Marketing del Turismo, ha frequentato vari corsi di formazione in tecniche della comunicazione presso il Daile Carnagie Training Center di Milano; per meriti culturali gli è stato conferito il Cavalierato al Merito della Repubblica. Distintosi in vari concorsi letterari nazionali, ha esordito con la silloge di poesie <em>Viaggio infinito</em> (1989) a cui seguono <em>Passi nella polvere</em> (1991), <em>Anime di passo</em> (1998), <em>Le nubi del Caribe</em>, appunti di viaggio in poesia (1999), <em>Fata Morgana</em> (2000), <em>Intervalli di Marea</em> (2001), <em>Il gioco delle Parche</em> (2001). In narrativa ha pubblicato il volume d’impressioni di viaggio <em>Odore di Russia</em> (1995), il romanzo breve <em>Il volo del gabbiano azzurro</em> (2002; Premio Niccolini, Ferrara 2003), <em>Pensieri on the road, aforismi e citazioni in viaggio</em> (2007-2010), nonché altri racconti e articoli pubblicati in varie antologie e riviste nazionali. Alcuni brani dei suoi libri sono stati utilizzati in trasmissioni radiofoniche da RAI radio 3, Radio Montecarlo e Radio 101.</p>
<p><strong>Graziano Campanini</strong> è direttore del Museo della Sanità e dell’Assistenza presso il complesso monumentale di Santa Maria della Vita di Bologna, si occupa da molti anni di arte, museologia, salvaguardia del patrimonio storico-artistico, settori nei quali ha ricoperto svariati incarichi pubblici e per i quali ha scritto numerosi testi.</p>
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		<title>EUGENIO VITALI</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 18:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balestra</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Casa dell'Upupa]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[POESIE DAL NULLA
Introdurrà l’incontro Paolo Turroni
Interventi musicali a cura del Duo Ausencia (Samanta Balzani, Elio Donatelli)
sabato 18 giugno 2011, ore 18
Come un battitore di pietre,
retto da spade di lunghi silenzi
ho composto il numero verde del sole
scalando a vista l’esiguo margine di un fiore.
Soverchiato da mari con onde prodigiose
ho dato del tu alla vita e con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>POESIE DAL NULLA</p>
<p><em>Introdurrà l’incontro Paolo Turroni<br />
Interventi musicali a cura del Duo Ausencia (Samanta Balzani, Elio Donatelli)</em></p>
<p><strong>sabato 18 giugno 2011, ore 18</strong></p>
<div id="attachment_1717" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><a href="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/05/vitali001web.gif"><img src="http://www.ilariofioravanti.it/it/wp-content/uploads/2011/05/vitali001web-193x300.gif" alt="Fotografia di Daniele Ferroni" title="vitali001web" width="193" height="300" class="size-medium wp-image-1717" /></a><p class="wp-caption-text">Fotografia di Daniele Ferroni</p></div>
<p>Come un battitore di pietre,<br />
retto da spade di lunghi silenzi<br />
ho composto il numero verde del sole<br />
scalando a vista l’esiguo margine di un fiore.<br />
Soverchiato da mari con onde prodigiose<br />
ho dato del tu alla vita e con l’arpa del dolore,<br />
benedetto il germoglio della terra<br />
dove vidi il tempo portarmi via senza andarsene.<br />
Poi, attorcigliato nel corpo da doghe<br />
di spenti uragani, ho donato la mia clemenza<br />
alla belva esausta, ai gorilla che non sottrassero<br />
dal loro volto la pupilla, al cero di marmo<br />
che rese sobria la bestemmia, alla purezza del cigno<br />
che dilatò il cielo per distendere le sue ali. </p>
<p>Dono il mio silenzio a quella parola<br />
che nel suo fragore restò ancora muta. </p>
<p>Da: <em>Testata d’angolo</em>, Edizioni dell’Orso, Alessandria, 2007</p>
<p><strong>Eugenio Gino Vitali</strong> (1934), ravennate, artigiano del legno, ha esordito come poeta con <em>A interminabili piogge</em> (Rebellato 1965), con presentazione di Agostino Bolognesi, Premio Internazionale Riviera dei marmi; successivamente ha pubblicato <em>Il vento della tartaruga</em> (Cappelli 1973), con presentazione di Giorgio Barberi Squarotti; <em>Ravenna la durata di un trapasso</em> (Edizioni del Girasole 1981), con introduzione di Claudio Marabini, illustrazioni di Carlo Zauli, selezionato al Premio Viareggio; <em>Concerto atomico</em> (Cappelli 1984), con presentazione di Giorgio Barberi Squarotti, Premio speciale Dino Campana; <em>Concertomico</em> (Campanotto 1985), poesia visiva, con presentazione di Roberto Roversi; <em>Tesi d’amore</em> (Elleemme 1987), con presentazione di Maria Luisa Spaziani; <em>Nel codice delle notti</em> (Genesi 1987), con presentazione di Sandro Gros-Pietro; <em>Ghenes</em> (Edizioni dell’Orso 1992); <em>Galileo</em> (Edizioni del Girasole 1995), con nota di Roberto Roversi, Premio Nelle terre dei Pallavicino; <em>Gli occhi del tempo</em> (Mobydick 1999), con presentazione di Giovanni Nadiani; <em>Testata d’angolo. Poesie</em> (1995-2005) (Edizioni dell’Orso 2007). Vitali è l’ideatore e il realizzatore del ‘Libro da affissione’, dal 1971 apparso sui muri di diverse città italiane dal Veneto alla Sicilia, più volte ripreso, in Italia e all’estero. È stato tradotto in ceco, in slovacco e in inglese.</p>
<p><em>Paolo Turroni</em> (1974), veneto di nascita, romagnolo per famiglia e vita, è giornalista pubblicista, specializzatosi nel corso degli anni nel giornalismo culturale; è insegnante, presso il Liceo Classico “Monti” di Cesena, e scrittore (ha pubblicato <em>La commedia del baule</em>, testo teatrale presso l’editore Ponte Vecchio, ed è apparso in numerose riviste letterarie, locali e nazionali). Nel 2003 ha riscosso un buon successo di critica e pubblico il suo atto unico <em>Leonardo a Cesena</em>. Dal 2004 organizza la rassegna estiva <em>I suoni dello spirito</em>, dapprima presso l’Abbazia del Monte in Cesena e successivamente presso il Chiostro di San Francesco nel centro cittadino. Si tratta di letture di testi poetici con accompagnamenti musicali, alla ricerca di quella spiritualità che la frenetica vita quotidiana tende a soffocare: dal 2010 viene realizzata anche una sezione invernale della rassegna, <em>I suoni dello spirito (in inverno)</em>, presso il Teatro “Bonci” di Cesena.</p>
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