Presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena incontro su Ilario organizzato dall’Associazione Benigno Zaccagnini

Nella giornata di Mercoledì 30 gennaio 2019, a distanza di sette anni dalla scomparsa di Ilario Fioravanti, l’associazione “Benigno Zaccagnini” di Cesena ha organizzato, presso la Biblioteca Malatestiana, un incontro dedicato all’artista e architetto. L’incontro che si è svolto  in una Sala lignea stipata di persone  è stato aperto daMichelangelo Bucci, presidente dell’associazione e da Ercole Acerbi, che ha ricordato la profonda religiosità di Fioravanti e ha annunciato che l’associazione ha intenzione di destinare a una chiesa cesenate una importante opera sacra di Fioravanti di cui è in possesso. Successivamente è intervenuto il professor Pier Guido Raggini, docente, storico dell’arte e amico di Ilario che ha tratteggiato con enfasi un legame umano iniziato nel 1961, quando lo stesso Raggini era studente alle scuole medie ed aveva l’artista come insegnante di disegno. «Il linguaggio di Ilario era quello dell’emozione», ha detto Raggini. La lunga amicizia ha lasciato , nel ricordo di Raggini, un segno indelebile, quello di un uomo libero, che non apparteneva a nessuna parte e che  ha saputo trasmettere  l’insegnamento di osservare orizzonti che vanno oltre l’esperienza umana. Diverso ma non meno intenso  il ricordo di Priya Baldazzi. Già studentessa del Liceo “Monti” di Cesena e laureata  a Firenze, come lo stesso Fioravanti,  nel 2011 Priya ha studiato,  per la redazione della sua tesi di laurea, la “Casa dell’upupa”, il vecchio frantoio di Sorrivoli che Ilario Fioravanti aveva restaurato e ristrutturato.  Ha ricordato quanto Ilario fosse orgoglioso che il suo lavoro venisse studiato all’università, la stessa dove aveva studiato lui, e in particolare la casa di Sorrivoli, dov’era il suo studio e dove si era maggiormente espressa la sua abilità nel rielaborare senza demolire, nel saper riprendere i frammenti del passato con occhio nuovo. Durante il suo intervento Priya Baldazzi ha proiettato il film “Tracce” del 2001, opera di Vincenzo Fattorusso, un cortometraggio dedicato all’opera di Fioravanti. Si tratta di un’opera proiettata non solo nel nostro paese ma anche  in Brasile e negli Stati Uniti. A conclusione dell’intenso pomeriggio  Ercole Acerbi  ha informato i presenti in merito a due importanti iniziative. La prima è che l’idea dell’associazione “Zaccagnini” di ornare la restaurata piazza Almerici con una fontana comprendente due opere di Ilario Fioravanti è stata approvata dall’attuale Amministrazione comunale, che ha manifestato la volontà  di trasmettere alla prossima Amministrazione, che salirà in carica dopo le elezioni che si terranno nel maggio 2019, la sua volontà in proposito.  La seconda è che l’ing. Davide Trevisani, fondatore dell’impresa trevi Spa,  ha donato all’associazione cinque tavole originali di Fioravanti con i disegni per la ristrutturazione di piazza della Libertà. Davide Trevisani, intervenuto a sua volta, ha ricordato che, studente presso l’Istituto per geometri, nell’estate 1953 lavorò nello studio di Fioravanti, il quale gli insegnava ad osservare scrupolosamente proporzioni e colori. «Nel 1993 – ha ricordato Trevisani – chiedemmo, come Parcheggi SpA, a Ilario di disegnare un progetto per piazza della Libertà. Sono disegni eccezionali, che lui fece a mano libera, senza pantografo, di straordinaria qualità». Le cose sono andate diversamente, ed ora quei disegni entrano a far parte dell’archivio della “Zaccagnini”. Al termine dell’incontro  Adele Briani  Fioravanti, ha salutato i presenti e  commossa per l’affetto tributato a Ilario ha ringraziato l’associazione “Zaccagnini”, l’Amministrazione di Cesena ed anche  studenti e insegnanti del Liceo “Monti”, che da anni portano avanti la catalogazione delle opere di Ilario. Ha anche ricordato che a breve, nei locali della chiesa dello Spirito santo, in pieno centro storico di Cesena, sarà inaugurato il “Museo Fioravanti” un progetto che nacque da parte del Comune di Cesena nel 2012, pochi giorni dopo la scomparsa di Ilario. Le opere e l’esempio di Fioravanti  rimangono vive e profonde  testimonianze del suo spessore come artista e come uomo.

Scritto da stefano.scarpellini il 14 Lug 2019 in Eventi, Eventi-eventi, News

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