Incontri di Casa dell’Upupa. “E’ cino, la gran bòta, la s-ciupèda”. Sabato 8 novembre 2014

L’incontro presso la casa studio di Ilario Fioravanti a  Sorrivoli, tenutosi sabato 8 novembre 2014, ha visto come protagonisti Gianfranco Miro Gori e la sua raccolta di versi in dialetto intitolata “E’ cino, la gran bòta, la s-ciupèda”. Miro Gori è personaggio conosciuto in particolare per il suo impegno istituzionale: è stato infatti  di sindaco di San Mauro Pascoli. E’ però anche e soprattutto studioso di cinema e di storia, ha pubblicato numerosi saggi di argomento cinematografico, si è occupato del regista Federico Fellini, del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, di Giovanni Pascoli, suo concittadino. Ha al suo attivo anche raccolte di versi in  dialetto e una di queste è stata oggetto dell’evento. L’autore ha letto versi significativi tratti dall’opera introdotto  Cesare Ronconi e Lorella Barlaam. Cesare Ronconi, regista, è stato fondatore della compagnia Teatro Valdoca con la quale collabora Lorella Barlaam. L’opera è un susseguirsi di tre stanze, è cino, il cinema, la gran bòta, la grande botta a rappresentare il big bang e la s-ciupèda, la schioppettata. Si tratta di un percorso intellettuale che si dipana fra il senso della  perdita (il cinema è morto, il dialetto è morto) e il senso della nascita (il big bang primordiale dal quale tutto è nato). Vi è poi l’ultima “stanza”, la s-ciupèda, con due monologhi che hanno come protagonisti Ruggero, il padre di Giovanni Pascoli e il suo assassino a sua volta ucciso per evitare che facesse il nome di mandanti. Nell’opera di Gori i due si sentono finalmente liberi di raccontare la verità senza reticenze.

Scritto da stefano.scarpellini il 09 Nov 2014 in Eventi-eventi

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