AMMI e MUSICALIA

GIUSEPPE VERDI NELLA MUSICA MECCANICA
In occasione del bicentanario della nascita del musicista

interviene
Mauro Casadei Turroni Monti

con la complicità di
Nicoletta Ancherani, Franco Severi, Manuela Veronesi

sabato 15 giugno 2013, ore 18

Particolare del cilindro del “pianino da strada”

Particolare del cilindro del “pianino da strada”

«Versami un tratto; lena e coraggio / Il corpo e l’anima traggon dal bere»; così cantavano gli zingari nel coro de “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi e così immaginiamo si facesse coraggio, con un bicchiere di vino che lo confortasse e riscaldasse, anche il suonatore del “pianino da strada”.
Fu uno dei meriti della musica meccanica quello di rendere accessibile a tutti, nelle strade e nelle piazze prima, poi nelle locande, negli alberghi e nelle case, le grandi arie d’opera e la musica “colta”, che nei teatri accendeva gli animi della nobiltà e della borghesia italiana, quando ancora non esisteva la possibilità di registrare il suono.
Ancora oggi, grazie al lavoro dell’AMMI (Associazione italiana di musica meccanica), questi suoni imperfetti ci raccontano come si amava, lavorava, gioiva e viveva nell’Europa risorgimentale e fin de siècle.

L’Associazione Musica Meccanica Italiana è stata fondata nel 1998 a Cesena per promuovere la ricerca scientifica, la conoscenza e la diffusione della musica meccanica. Ammi è il principale punto di riferimento italiano in questo campo e ha fornito la sua consulenza tecnica per il restauro di importanti strumenti musicali meccanici ottocenteschi. Inoltre, organizza ogni due anni, a Longiano (FC), il Festival internazionale dell’antico organetto, unico nel suo genere in Italia. Dal 2007 l’Associazione ha sede nella splendida dimora dei conti Pasolini Zanelli - Villa Silvia-Carducci - a Lizzano di Cesena; dove, oggi, è visitabile anche il Museo Musicalia (da poco inaugurato). Un viaggio nel tempo attraverso il racconto di un grande fermento culturale durato oltre cinquecento anni. Sette sale ambientate che vogliono narrare la nascita, lo sviluppo e il tramonto della musica meccanica inseguendo le orme lasciate dagli antichi strumenti nei vicoli, nelle strade, nelle piazze, nelle dimore in cui “abitarono”. Sono inoltre visitabili nel complesso la stanza di Giosue Carducci, intimo amico della contessa Silvia, e il “giardino parlante” in tre stanze, situato nell’ampio parco.

Mauro Casadei Turroni Monti è docente di Metodologia dell’educazione musicale presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Medievista e storico della musica sacra, è direttore dal 2001 della rivista internazionale Studi gregoriani. Attento alle problematiche della pedagogia musicale, fa parte del gruppo di ricerca SagGEM presso il dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Tra le collaborazioni si contano quelle con prestigiose case editrici come Treccani, Olschki, Jaca Book e con riviste quali Il Saggiatore musicale e Benedictina. Tra le attività precedenti si menzionano quelle di direttore dell’Istituto musicale “A. Masini” di Forlì e di dipendente della Biblioteca Classense di Ravenna (sezione Fondi antichi e rari). Tra le ultime pubblicazioni si contano l’edizione italiana del trattato Musica enchiriadis (sec. IX) (2009), e Lettere dal fronte ceciliano (2011). È autore del testo critico-teatrale Le musiche di Renato Serra (2010) per il concerto drammatizzato prodotto da Ert - Teatro “A. Bonci”, in prima a Cesena nel febbraio 2009, poi a Bologna per La soffitta nel febbraio 2010.

Scritto da Massimo Balestra il 30 Apr 2013 in Calendario, Casa dell'Upupa, Eventi-eventi

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