SERGIO DIOTTI

STORIE CON FIGURE: IL FULÈSTA TORNA A RACCONTARE
Vent’anni di narrazioni, incontri e progetti

interviene
Stefano Giunchi

sabato 25 maggio 2013, ore 18

Sergio Diotti

Sergio Diotti

«Cos’è un fulèsta? Un poeta popolare? Sì, sa improvvisare e recitare in rima.
Un comico? Sì, a volte risulta spassoso, conosce molte storielle per far ridere.
Un giullare? Sì, ma di una corte povera, fatta di contadini e paesani, in origine.
Un ciarlatano? Sì, gli piace imbrogliare, tenere il pubblico sulla corda, stupire per campare, perché non ha un salario o un cachet, ma più alto è il gradimento, meglio viene accolto, alloggiato, sfamato.
Il fulèsta è un rammentatore, ma anche un cercatore di storie, può inventarle da solo, bleffando, dando per vero o trovando ciò che invece è nato in quel momento: tanto, “I miti servono a rendere meno terribile l’esistenza”, diceva Károly Kerényi.
Quando questa storia è cominciata, nel luglio del 1992 al Festival di Santarcangelo, c’era soprattutto il desiderio di ridare vita al repertorio di storie tradizionali romagnole; fu necessario isolarsi, ripulirsi in un certo senso da quella “crosta” di immagini superficiali e stereotipi che ci rappresentavano. Sulla forma da dare a questo teatro, riferimento importante furono il teatro dei pupi siciliani, il teatro Bunraku (giapponese), il Teatro delle ombre giavanese e il lavoro dei cantastorie nelle piazze.»

Sergio Diotti è nato a Ravenna il 23 maggio 1953. È narratore, burattinaio e autore di teatro di figura. Dopo la laurea in drammaturgia al Dams di Bologna la sua attività si è svolta sia come solista sia collaborando con compagnie e strutture teatrali: Drammatico Vegetale (1974-80); Centro Teatro di Figura (1981-85); Teatro Del Carretto di Lucca (1985-89); Centro Teatro Ragazzi di Bologna (1989-91). Ha diretto inoltre spettacoli in Italia e all’estero (Israele, Polonia, Svizzera). Ha fondato, assieme a Stefano Giunchi, Arrivano dal Mare! Festival internazionale dei Burattini. Dal 1992 la sua ricerca si è incentrata su un progetto teatrale che riunisce la narrazione, la musica, le figure e gli oggetti, riportando alla luce la figura del fulèsta, il raccontatore di storie tipico della tradizione popolare dell’Emilia-Romagna, inserendosi così in modo originale nella riscoperta dell’arte della narrazione. Gli spettacoli del ciclo sul fulèsta sono stati presentati in Italia e all’estero, in italiano e in dialetto, oltreché tradotti in francese, spagnolo e inglese. Il repertorio di Sergio Diotti comprende oggi decine di favole, leggende, novelle, nonché storie di vita e testi contemporanei. Ha pubblicato Il ritorno del fulèsta (1993) e La favola dei giorni più buoni (1998). Nel novembre 1999 ha ricevuto a Bari il premio Pulcinella d’Oro per il suo lavoro di ricerca, recupero e valorizzazione dell’arte della narrazione.

Stefano Giunchi è nato a Cervia la notte di Natale del 1948. È autore e regista di teatro di figura. Ha studiato filosofia e antropologia culturale a Firenze. Ha fondato, assieme a Sergio Diotti, Arrivano dal Mare!. Nel 2002 ha fondato l’Atelier delle figure/Scuola per burattinai e contastorie, di cui è direttore. Ha codificato, alla fine degli anni Settanta, assieme a Fiorenza Mariotti Bendini, l’uso del termine “teatro di figura” per definire l’insieme dei linguaggi e delle tecniche del teatro di burattini, marionette, ombre, pupazzi, oggetti e forme animate. Come autore e regista, fra le altre, si menzionano le rappresentazioni: Pinocchio dei legni e Il gallo d’oro. In collaborazione con l’Akademia Teatralna di Varsavia ha realizzato Don Giovanni dentro l’organo, operina per burattini, toys theatre e musica a manovella. Ha scritto numerosi saggi e i manuali Grammatica dei burattini (2006) e Drammaturgia del pollice opponibile (2008).

Scritto da Massimo Balestra il 29 Apr 2013 in Calendario, Casa dell'Upupa, Eventi-eventi

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