TININ MANTEGAZZA

IL GIOCOLIERE
Libro con un racconto di Tinin Mantegazza e quindici inchiostri di Ilario Fioravanti
(Ed. Fondazione Tito Balestra Onlus, 2011)

Interverrà
Claudio Madia

Sabato 10 dicembre 2011, ore 17
Grotte del Castello di Sorrivoli

Poco prima, durante e dopo da Casa dell’Upupa alle grotte del Castello di Sorrivoli
Rodolfo Santandrea & Fabio Pignatta
RUDOLF ENDE CLOWN
Spettacolo con carretto

copertina2

Tinin Mantegazza è nato a Varazze (SV) nel 1931, ha iniziato prestissimo a disegnare, attratto in particolare dagli illustratori del Corriere dei Piccoli: i Tofano, i Rubino, i Manca, i Bisi. Proprio sul Corriere, nel 1950, su invito del direttore Giovanni Mosca, pubblica le sue prime illustrazioni. Nel corso degli anni Quaranta, la corrente grafi ca di gusto surrealista, aveva alquanto inciso sulla formazione del giovane nell’ambiente artistico milanese, agitato – come altri della sua generazione – dalla potente ventata picassiana. Nel 1952 espone una serie di disegni alla San Fedele di Milano, galleria che lo vedrà successivamente attivo come segretario. In questo periodo, stringe amicizia con vari artisti dell’ambiente milanese, come Romagnoni, Guerreschi, Ceretti. Nel ’53, con Sergio D’Angelo, Nando Pierluca, Enrico Baj, Joe Colombo, realizza la decorazione del locale esistenzialista Santa Tecla di Milano. Sempre a Milano, nel 1957 (anno d’inizio della sua attività giornalistica, come illustratore del quotidiano La Notte), suoi disegni figurano alla Galleria Blu, accanto alle opere di Bruno Munari, Alberto Longoni, Fabio Massimo Solari. Due anni più tardi apre una piccola, ma vivace galleria (La Muffola), dove espongono pittori, ceramisti, disegnatori e si esibiscono giovani attori e cantanti come Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Maria Monti, Paolo Poli, Bruno Lauzi, Cochi e Renato. Nel 1962 inizia, con la moglie Velia, un lungo percorso artistico nel mondo del teatro d’animazione. Saranno più di duemila i pupazzi ideati e costruiti per spettacoli teatrali e televisivi. Nel ’64, intanto, fonda a Milano il Cab ’64 cimentandosi anche come autore ed attore, scenografo e costumista. Da queste attività è assorbito durante tutti gli anni Settanta (fonda la cooperativa teatrale Il Buratto e dirige il Teatro Verdi di Milano), ma non abbandona la pratica pittorica come dimostra il ciclo politico di Mandati, mandanti e sottomessi, esposto alla galleria Il Dibattito nel ’74. I successivi, numerosi impegni giornalistici e televisivi (nell’85 inventa e realizza il pupazzo Dodò, protagonista della trasmissione Rai per bambini “L’albero azzurro”, di cui è tra i progettisti e soggettisti; nell’89 inizia la collaborazione con Enzo Biagi) non lo distolgono dalla pittura. Durante i suoi frequenti soggiorni a Cesenatico si dedica ad una ricerca squisitamente “estetica” sulle luci e sui colori marini. Da questa insistita indagine scaturiscono alcune grandi imprese decorative, come quelle del ’96-’98 al ristorante La Buca di Cesenatico. Tredici Orizzonti di mare sono esposti nel maggio ’99 nei saloni del Casinò di San Pellegrino Terme in occasione del festival Nazionale della Poesia.

Claudio Madia è nato a Milano nel 1959. Lavora nel mondo dello spettacolo per ragazzi come saltimbanco, conduttore televisivo, autore. Deve la sua formazione alle sue esperienze di viaggiatore, di marittimo, di grafi co, di artigiano della pietra, di padre, alla Civica Scuola d’Arte drammatica “P. Grassi” di Milano, alla trasmissione televisiva “L’Albero Azzurro” e ai suoi migliori maestri: Enrico Segrè, Ferruccio Cainero, Velia e Tinin Mantegazza, Natale Panaro.

Fabio Pignatta è nato a Lugo (RA) nel 1972. Abita da sempre a Barbiano (paese dei barbuti?), da dove nessuno lo sposterà mai. Vive protetto tra i rifiuti che raccoglie e, ordinatamente, accumula e rigenera trasformandoli in oggetti “altri”. La busta paga di una compagnia teatrale di antica tradizione ne giustifica la posizione sociale… definendolo per contratto “attore”. Da molti anni ha scelto di non mangiare carne e, per coerenza, da un po’ meno rinuncia anche ai crostacei e, soprattutto, non guarda la televisione. Se trovasse mai, la lampada di Aladino, come primo desiderio chiederebbe un capannone pieno di tutti gli strumenti musicali del mondo; come secondo, di saperli suonare!… al terzo, deve ancora pensarci.

Rodolfo Santandrea è cantante. Nato a Faenza (RA) nel 1961, fin da piccolo, viene ammaestrato nella Schola Cantorum dove risulta essere un giovane di talento. L’amore e l’attrazione per il “bello”, ivi comprese le “donne”, lo spingono subito sulla via del Rock a discapito della carriera ecclesiastica. Dopo numerosi successi ed esperienze nel mondo del Pop, decide di cambiare direzione. Si dedica più intensamente allo studio e alla ricerca; indaga a fondo il mondo dell’opera lirica e lo studio del violinismo mnemonico. Attraverso questa sua esperienza collabora quotidianamente con professionisti ed allievi. Per questo motivo è meticoloso raccoglitore di dati scientifici e numerici sul territorio. “Scrive le canzoni belle e le canta bene! Tanto che lo hanno invitato più volte a cantare perfino laggiù in Giappone!… Non è mica poco!! ” Ha pubblicato con Fonit-Cetra, Dischi Ricordi, Rai, Mediaset, Rtf, France 3 e Bbc. Premio della critica giornalistica al Festival di Sanremo per la La fenice di Santandrea-Cocciante, Premio Antenna d’Argento, Premio Nazionale della Canzone d’Autore, Premio della Canzone Molisana, Premio Knokke Cup, Premio Internazionale Astor Piazzolla per la reinterpretazione di El dias que me quiera di Carlos Gardel. Nelle sue vesti di autore ha collaborato con Gabriella Ferri, Patty Pravo, Raffaella Carrà, Mariangela Melato, Lina Wertmuller, Mara Majonchi, Pippo Baudo, Maurizio Costanzo. Compositore e polistrumentista, di recente ha trasposto dal neumatico al mensurale la “Messa gregoriana in chiave di Contralto” per uso e studio della Schola Cantorum. Fondatore del Teatro sala Fellini, dirige la Camerata Veneziana dal 2001. Suona su un violino Steiner 1747.

Scritto da Massimo Balestra il 26 Ott 2011 in Calendario, Casa dell'Upupa, Eventi-eventi

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