BERTOZZI & CASONI

POLVERE
L’arte di Bertozzi & Casoni.
Viaggio tra Venezia e New York

In colloquio con Gian Ruggero Manzoni

sabato 4 dicembre 2010, ore 17

opera di Bertozzi & Casoni

opera di Bertozzi & Casoni

Dopo anni di sperimentazioni il duo Bertozzi & Casoni ha affinato una tecnica ceramica tra le più sofisticate, che gli consente di produrre opere di grande impatto e suggestione, raggiungendo risultati stupefacenti per perfezione stilistica. Loro opere sono esposte in tutto il mondo.
Il documentario racconta l’esperienza del duo di artisti Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni.

Nell’anno della loro Biennale e dell’inaugurazione della loro esposizione newyorchese è parso interessante raccontarne la storia e documentare il lavoro quotidiano di questi artisti cercando di cogliere quei momenti ove l’artigianato diventa arte e la perizia tecnica è a supporto della creatività.

Affidato per la regia a Mauro Bartoli il documentario segue la coppia di artisti, nell’anno in cui sono stati presenti alla Biennale di Venezia (Padiglione Italia, Collaudi, 2009) e hanno inaugurato una mostra personale alla Galleria Sperone Westwater di New York (Intervallo, 2010).

POLVERE. L’arte di Bertozzi & Casoni Viaggio tra Venezia e New York. Italia, 2010, documentario, 54 min.
Regia: Mauro Bartoli, soggetto: Giuseppe Savini.
Film documentario prodotto da Giuseppe Savini per la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Bertozzi & Casoni, conosciutisi durante gli anni di formazione all’Istituto d’arte per la Ceramica di Faenza,Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961) decidono presto di lavorare assieme dando alla loro collaborazione una forma oggettiva, quella della ditta legalmente riconosciuta. Sono consapevoli infatti che il prodotto della loro unione artistica scaturisca da un soggetto plurale senza specializzazioni specifiche e che ogni lavoro d’arte sia il risultato di una relazione e comunicazione tra più soggetti. Nasce quindi nel 1980 la società in nome collettivo “Bertozzi & Casoni s.n.c.”, realizzando un laboratorio con sede fissa chiamato opificio (nome scelto per il suo significato proprio ovvero luogo del fare) e assumendo un logo aziendale come simbolo di una scelta. Lavorano con i più svariati materiali ceramici, riprendono la metodologia dell’industria dell’arte, coniugando tradizione e sperimentazione, in un continuo e “contraddittorio” tentativo di andare oltre, di liberarsi dai conformismi e dagli stereotipi culturali legati alla ceramica e alle cosiddette arti applicate, attraverso una sempre più sofisticata e approfondita conoscenza del linguaggio che si esplica anche in tecniche e materiali. Dalla metodologia dell’industria dell’arte derivano anche la ricerca di  generi, come quella attuata nella produzione di opere di piccole dimensioni – i Cestini, i Vassoi, gli Avanzi, etc. – non multipli ma repliche con minime e intercambiabili differenze che portano avanti temi e sperimentazioni che si incontrano anche in opere più monumentali. Tra tutte l’indagine sui rifiuti, il loro maniacale e iperrealistico rifacimento in ceramica che è percorso di traduzione estetica, e l’analitico studio su ogni tipologia di scarto fino ad approdare al più sofisticato dei rifiuti, quello culturale, vero e proprio prelievo da icone ormai assimilate e “digerite”, appartenenti alla storia dell’arte e del design, come la “Brillo box”, le lattine di “Merda d’artista” di Manzoni o il tavolino di Saarinen.
La  ricerca artistica della ditta si traduce in prodotti  che congiungono su un’asse sintagmatico il tempo passato e quello presente, facendo coesistere sullo stesso piano e con la medesima attenzione formale, tecniche, oggetti, temi e cliché in un sincretismo di  spiazzante e ironica naturalezza. (Claudia Baroncini)

Gian Ruggero Manzoni è nato nel 1957 a San Lorenzo di Lugo (RA), dove tuttora risiede. Poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, frequentato il Liceo Classico a Lugo di Romagna, nel 1975 si iscrive al DAMS di Bologna indirizzo Spettacolo poi Arte. Suoi maestri sono stati Gianni Celati e Umberto Eco. Nel 1977, a seguito dei fatti riguardanti il famoso “Marzo Bolognese”, lascia la città emiliana e parte volontario nell’esercito. Negli anni successivi soggiorna per lunghi periodi in Belgio, in Francia e in Germania, dove frequenta gli ambienti artistici. Nel 1982 e nel 1983 è redattore della rivista Cervo Volante di Roma, diretta da Achille Bonito Oliva ed Edoardo Sanguineti. Insegna Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino dal 1990 al 1996, quindi, lasciata la cattedra, come contrattista, presta docenza presso Accademie e Università italiane e straniere. Nel 1980 pubblica Pesta duro e vai trànquilo/Dizionario del linguaggio giovanile con le Edizioni Feltrinelli. Nel 1997 dà continuità alla ricerca riguardante i nuovi linguaggi emergenti pubblicando Peso vero sclero/Dizionario del linguaggio giovanile di fine millennio edito da Il Saggiatore. Come teorico d’arte, pittore e poeta partecipa ai lavori della Biennale di Venezia negli anni 1984 e 1986, edizioni dirette da Maurizio Calvesi, curando, assieme all’amico Valerio Magrelli, la Sezione Poesia per Arte allo Specchio. Dal 1986 al 1998 dirige la rivista d’arte e letteratura Origini. Dal 1985 interpreta a livello teatrale sui testi accompagnato da musicisti jazz. Sue poesie sono state musicate da Fernando Mencherini, Nicola Franco Ranieri, John De Leo, Stefano Scodanibbio. Negli anni ’90, sotto la direzione di Gianni Celati e di Ermanno Cavazzoni, collabora alla realizzazione dell’almanacco di prose Il Semplice, rivista di narrativa edita da Feltrinelli. Ha vinto i premi letterari Savignano, per una raccolta inedita di poesie, Todaro-Faranda, per la narrativa inedita, e Francesco Serantini. È stato incluso nella cinquina finalista dei premi Mont Blanc, per la narrativa inedita, e Bari-Costiera di Levante. Ha al suo attivo oltre 40 pubblicazioni. Alcune sue opere sono state tradotte in Grecia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Irlanda, Argentina, Uruguay. Ora dirige la rivista d’arte, letteratura e idee ALI. Ama abitare in provincia e, come di solito dice, “dell’ uomo di provincia possiede tutti i difetti, ma anche tutti i pregi”.

Scritto da Massimo Balestra il 27 Nov 2010 in Calendario, Casa dell'Upupa, Eventi-eventi

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