La Voce di Romagna

SORRIVOLI - Dal 2004, nei suggestivi ambienti dello studio di Ilario Fioravanti, fra l’autunno e la primavera si susseguono appuntamenti preziosi, dedicati di volta in volta alla musica, alla poesia, alla letteratura, all’arte in tutti i suoi aspetti. Una schiera di appassionati, amici ma anche frequentatori occasionali - che poi, invariabilmente, rimangono rapiti dalla bellezza del luogo e dalla simpatia di Ilario Fioravanti e sua moglie Adele, ottimi anfitrioni - salgono fino alla piazza Roverella, minuscola piazza posta proprio alle basi della rocca malatestiana di Sorrivoli, piccolo borgo di Roncofreddo, per entrare nella “Casa dell’upupa”, come è stata ribattezzata la dimora-studio di Fioravanti, uno dei massimi artisti romagnoli viventi. Curatori dell’impresa sono stati Flaminio e Massimo Balestra, già ben noti per la cura della Fondazione Balestra di Longiano. Sarà un mese di maggio dai molteplici aspetti, con un appuntamento alla settimana. Si comincerà sabato 16, alle ore 18, con Giuseppe Zanotti, che tratterà dei “Conflitti della creatività”. Zanotti, nato nel 1957 a San Mauro Pascoli, negli anni Ottanta coltiva una grande passione per musica, design, arte e tutto ciò che è bello: affascinato dai piedi delle donne, sfruttò il suo essere nato e cresciuto in un paese tradizionalmente legato alle scarpe di lusso, per dedicarsi alla creazione di scarpe femminili. Nel 1994, gli apparve l’occasione per mettersi in proprio, decise insieme alla moglie Cinzia di diventare imprenditore per realizzare le scarpe dei suoi sogni; fu così che la ditta Vicini, piccolo laboratorio artigianale, diventò il trampolino di lancio dei suoi sogni. Le sue creazioni, presentate la prima volta in una camera dell’Hotel Plaza di New York, piacquero subito, e iniziò una storia che dura ancora oggi, con calzature indossate da numerose celebrità negli show e sui tappeti rossi delle presentazioni dei film, e con la nomina per ben tre volte a “designer of the year”, nel 2000, 2003 e 2007. Dopo Zanotti, sarà la volta, sabato 23 maggio, sempre alle ore 18, di Vittorino Andreoli, che parlerà dell’“Art Brut”. Lo stesso Andreoli così definisce quest’arte: “Una delle traduzioni di Art Brut è stata ‘Outsiders’ che esprime bene la possibilità di accedere alla grande arte da parte dei malati di mente. Si sono chiamati anche ‘Irregolari’. Oggi si è imposto il criterio per cui un’opera va valutata indipendentemente dall’appartenere o no alla follia. Il suo valore è intrinseco, potremmo dire, e non condizionato dalle caratteristiche mentali del suo compositore. Un criterio che se venisse ancora applicato potrebbe capovolgere la situazione sia perché è mutato il significato e la definizione stessa di follia, sia soprattutto perché nessun artista ama sentirsi definire normale, termine che suona spesso come banale, scontato”. Vittorino Andreoli è oggi un volto noto della televisione, ma è anche uno studioso che, dopo la laurea in medicina a Padova, si è specializzato in psichiatria e neurologia, diventando nel 1972 primario di psichiatria, esercitando da allora in strutture pubbliche e pubblicando un numero abbondante di  testi, da “La violenza” (Rizzoli, 1993); da “Cronaca dei sentimenti” (Rizzoli, 2000) a “L’uomo folle” (Bur, 2007), senza dimenticare i suoi contributi sulla figura di Giovanni Pascoli, che tanto scalpore suscitarono alcuni anni fa, quando sostenne che il poeta di San Mauro avrebbe consumato un amore proibito con la sorella Ida. Infine si ritornerà alla letteratura il 30 maggio, alle ore 18, con “Che gioia vedere udire fiutare tutto”, pomeriggio dedicato al Futurismo, curato da Paolo Turroni. Attraverso testi poetici, manifesti tecnici e rari Radiodrammi, verrà tracciato un ritratto dell’ultima grande avanguardia italiana, con particolare riferimento a Filippo Tommaso Marinetti. Il pomeriggio rappresenta il prologo della rassegna “I suoni dello spirito”, organizzata dal 2004 da Paolo Turroni presso l’Abbazia del Monte di Cesena, e che quest’anno si svolgerà, sempre nei venerdì del mese di agosto, presso il Chiostro di San Francesco a Cesena. Parteciperanno al pomeriggio, oltre a Turroni, Loris Canducci e Daniela Montanari, mentre Alessandro Emiliani, docente presso il Conservatorio “Maderna” di Cesena, eseguirà alcuni brani musicali legati al tema trattato nell’incontro. Per tutti gli appuntamenti l’ingresso è libero.

“La Voce”, in Romagna Arte e Storia, Lunedì 11 maggio 2009; p. 32

Scritto da Massimo Balestra il 20 Mag 2009 in Casa dell'Upupa, Ospiti

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